martedì 23 febbraio 2010

Lettera di una madre di un bambino affetto da sindrome di down

L'ufficio stampa del Comune di Montesilvano, diretto dalla giornalista Alessandra Portinai, ha inviato questo comunicato. E' una lettera di una madre che si sente particolarmente toccata per il caso facebook. La lettera è indirizzata a: Alla Giunta, Al Consiglio Comunale all’Ufficio Stampa Ai Dirigenti - Al Sig. Ferrante Claudio dell'Ufficio Disabil - e.p.c. Alla stampa
"Gentili amici dell' Ufficio DisAbili di Montesilvano, per fortuna poco fa quel gruppo su facebook è stato oscurato.
Ma dirsi indignati riguardo a questa vicenda è dire poco.
Mio figlio ha la sindrome di down e, non solo da mamma, ma da persona civile non posso stare in silenzio pensando che il sito apparso su facebook "Giochiamo al bersaglio con i bambini down" sia una stupida bravata.
In questo periodo ci sono troppi precedenti (il termine "mongoloide" usato dagli inquilini del Grande Fratello e il genitore di Treviso invitato in pizzeria a tenere a casa la figlia affetta da sindrome di down) per fare finta di niente, pensando che non dare importanza a certi imbecilli sia la strada giusta!!!
Non si tratta di segnali da sottovalutare, l'intolleranza espressa in questi termini non è un fatto unicamente di stupidità, si tratta di reati belli e buoni e che come tali vanno denunciati con forza e perseguiti.
Si parlava dei bambini down come di "ignobili creature, esseri buoni a nulla, un peso per la società" e si dava la "soluzione civile al problema" usandoli "come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio".
E non vogliamo dire nulla? Vogliamo stare in silenzio?
Il silenzio rende complici!
Non si tratta di abbassarci al livello di questi elementi, si tratta di alzare la voce per far capire, a chi ancora non lo sa, chi sono i nostri figli o fratelli "dotati" di un cromosoma in più. Dall'ignoranza nasce il pregiudizio, e da questo si passa in fretta all'intolleranza e al razzismo.
I nostri figli non sono solo bambini "simpatici e affettuosi" come ancora la maggior parte delle persone, medici compresi, si ostina a descriverli.
Oltre a queste caratteristiche, tra l'altro non comuni a tutti i bimbi down, ci si trova di fronte a persone con capacità che adeguatamente stimolate e valorizzate possono ottenere grossi risultati.
Dietro questo, però, c'è una enorme quantità di lavoro e fatica: ogni giorno questi bimbi già da piccolissimi vengono sottoposti a terapie che li prepareranno ad essere, in una corsa continua contro il loro handicap e contro i pregiudizi di una buona fetta di mondo, persone il più possibile autonome.
Quanto lavoro! Poveri bimbi: sarebbero poi loro dei parassiti per la società... Un idiota come quelli che si nascondono dietro l'anonimato di un sito in rete credo abbia costi sociali ben più elevati!!!
Mi rivolgo a voi tutti all’Ufficio Disabili, al Sig. Claudio Ferrante, che tanto state facendo per la disabilità. Il vostro impegno non è solo in termini di sensibilizzazione delle istituzioni e del resto della comunità civile. Il vostro è un impegno concreto in termini di organizzazione di iniziative atte a promuovere il concetto che un disabile può essere una ricchezza per l'intera società civile se adeguatamente aiutato, addestrato e valorizzato. Questo richiede molto lavoro da parte di tutti e molte risorse concrete in termini di soldi e di tempo. Molti non hanno ancora il coraggio di pensare al disabile come ad una "risorsa".
Vi prego, continuate nel vostro lavoro dando l'esempio a chi ancora non crede, istituzioni per prime, che educare e spingere all'autonomia un disabile è una ricchezza per l'intera società! Non potremo lamentarci dei costi sociali che la disabilità comporta se non investiamo nella "formazione/educazione" del disabile!!!
Aiutateci a gridare al mondo che i nostri bambini hanno le potenzialità e le capacità per essere parte attiva della società, nonostante i limiti che la sindrome comporta e al di là di falsi e inutili pietismi.
Aiutateci a cambiare la cultura. Accogliere una qualsiasi disabilità (e la disabilità è una condizione che può riguardare tutti direttamente o indirettamente ed in qualsiasi momento della vita) non significa "fare una buona azione", significa dare valore all'ESSENZA della persona al di là dell'efficienza e della capacità di produrre. E non è detto che un normodotato produca di più di un disabile!!!
Aiutateci a fare in modo che la gente inizi a considerare e valorizzare i bimbi down per quello che sono, con i loro pregi e i loro difetti, con le loro potenzialità e con i loro inevitabili limiti, al di là dell'handicap che li caratterizza.
Continuate ad alzare la voce assieme a noi quando si toccano e si offendono la dignità e i diritti fondamentali dei nostri disabili.
"Se non potete essere un pino
sulla vetta del monte
siate un fiore sulla valle,
ma siate il migliore piccolo fiore
sulla sponda del ruscello.
Non con la mole vincete o fallite.
Siate il meglio
di qualunque cosa siate"
(Douglas Mallok)
A mio figlio cerco ogni giorno di insegnare questo, anche se è molto piccolo e...disabile.
Sperando che il mondo sia pronto ad accogliere questo "meglio", frutto di lavoro e fatica.
Aiutateci a preparare un mondo pronto a valorizzare questo "meglio".
Grazie e buon lavoro.
Montesilvano 22 febbraio 2010
Flora Campolo
Chiedo all’Ufficio Stampa di divulgare questo mio appello ai giornali. Grazie
Grazie a te Flora che ci dai l'opportunità di riflettere.
Angela Curatolo

2 commenti:

Francesco ha detto...

Lettera al vendicatore mascherato (nel caso sapesse leggere)


Signor vendicatore mascherato, (no, “caro” proprio non riesco a chiamarti),
un adagio popolare dice che la madre dei……… è sempre incinta (ognuno poi ci mette quello che vuole).
Non me la prendo certo con te che passi (o perdi) il tuo tempo davanti ad un monitor a tal punto da perdere il contatto con la realtà (gli esperti ti chiamano troll, praticamente sei quasi una valigia con le ruote, ma senza le rotelle), ma magari me la prendo un pochino con quei mille o ottocento o duemila “……..” (quelli della madre incinta) che si iscrivono al nobile gruppo da te formato.

Certo il contesto in cui viviamo se non vi giustifica, fa capire come si arrivi a queste vette di umanità e di simpatia…

Il video su You tube del ragazzo di Torino, il termine “mongoloide” utilizzato normalmente tra i partecipanti al Grande Fratello (a onor del vero la conduttrice si è poi scusata, anche se alle ore 23.52), l’avventore trevigiano che invita i genitori di chi ha figli “mongoli” a tenerli a casa, (a Ulan Bator?) costituiscono i precedenti che preparano il terreno.

Comunque amici del vendicatore, non vi preoccupate, i bambini down nascono sempre di meno perché è più facile saperlo in anticipo; quelli che riescono a nascere però sono tutti bellissimi e molto molto più simpatici di voi (come del resto tutti i bambini, salvo poi che alcuni si rovinano crescendo…).

P.S. Ehi, vendicatore, non levarti la maschera, magari spaventi qualcuno o guardandoti allo specchio ti fai paura da solo!

Francescogiovannelli@gmail.com
Roma

Rita ha detto...

eppure io, mamma di bimbo con la sindrome di down, al di là del legettimo desiderio di segnalare a chi di competenza la cosa, non mi sono sentita personalmente colpita da tanta idiozia.
Un pezzo di mondo allo scoperto, mi sono detta e il mondo ha anche una sua parte marcia, come negarlo.

D'altro canto, serenamente convivo con una percentuale che mi ballonzola spesso in testa. IL 93% delle donne italiane che scopre di aspettare un figlio con la sindrome di down, SCEGLIE l'aborto. Per me non si tratta di porre in dubbio in alcun modo il legittimo diritto di una scelta, ma da atea quale sono, mi domando come sia possibile che una nazione che si professa cattolica non insorga con pari veemenza innanzi a cifre che, a me personalmente, danno il capogiro
:-(
...ma forse sono off topic
scusate

Rita